A Paolo, Agostino, Claudio, Eddie Walter, Emanuela, Vincenzo Fabio.

Scuola, legalità e memoria: Insieme per costruire il futuro; non può e non dev’essere solo retorica!
La lotta alla mafia non è una battaglia che si combatte soltanto nelle aule di giustizia o attraverso l’azione delle forze dell’ordine. È una sfida culturale ed educativa che coinvolge ogni cittadino e che trova nella scuola il suo presidio più importante. È tra i banchi che si formano le coscienze, si sviluppa il senso critico e si apprendono quei valori di rispetto, responsabilità e partecipazione che costituiscono il fondamento di una società libera dalle mafie.
Come Movimento delle Agende Rosse Liguria – Gruppo “Falcone e Borsellino”, movimento fondato da Salvatore Borsellino, fratello del giudice Paolo, barbaramente assassinato insieme agli agenti della sua scorta, Emanuela Loi, Walter Eddie Cosina, Agostino Catalano, Fabio Vincenzo Li Muli e Claudio Traina, nella strage di via D’Amelio del 19 luglio 1992, ricordando sempre l’unico sopravvissuto Antonio Vullo, siamo impegnati da oltre dieci anni sul territorio nella promozione della cultura della legalità, della memoria e dell’impegno civile.
Tra le numerose iniziative che realizziamo, particolare importanza riveste il concorso regionale “Nel nome di Paolo e Giovanni”, rivolto alle scuole di ogni ordine e grado della Liguria. Un progetto che, anno dopo anno, vede crescere la partecipazione di studenti, docenti e istituzioni scolastiche, confermando quanto sia forte il desiderio delle nuove generazioni di conoscere, comprendere e approfondire i temi della legalità e del contrasto alle mafie.
A tutti gli studenti che partecipano con entusiasmo, curiosità e sensibilità va il nostro più sincero ringraziamento. Un grazie altrettanto sentito è rivolto ai docenti, che con dedizione accompagnano i ragazzi in percorsi di crescita civile e umana, e alle dirigenze scolastiche che credono nell’importanza di queste iniziative e ne favoriscono la realizzazione.
Desideriamo inoltre esprimere profonda gratitudine all’Ufficio Scolastico Regionale per la Liguria, che negli anni ha sempre dimostrato attenzione e sensibilità verso le nostre attività, contribuendo alla diffusione dei valori della cittadinanza attiva e della memoria.
Un ringraziamento speciale va però al tutto il Direttivo del Sindacato GILDA-Unams Liguria, realtà composta esclusivamente da personale della scuola, docenti e personale ATA, che conosce dall’interno le esigenze, le difficoltà e le potenzialità del mondo scolastico. La loro costante vicinanza alle nostre iniziative, la disponibilità a pubblicare i nostri articoli e a promuovere il concorso “Nel nome di Paolo e Giovanni” rappresentano un sostegno concreto e prezioso.
Chi vive quotidianamente la scuola comprende infatti che educare alla legalità non significa aggiungere un’attività accessoria al programma didattico, ma contribuire alla formazione integrale degli studenti. Significa aiutare i giovani a diventare cittadini consapevoli, capaci di riconoscere e respingere ogni forma di prepotenza, sopruso e illegalità.
In questo senso, crediamo che la scuola abbia una missione fondamentale. Non è mai tempo perso quello dedicato alla memoria, alla cittadinanza attiva e all’educazione alla legalità. Al contrario, sono momenti che lasciano tracce profonde e durature nella formazione dei ragazzi. Per questo dovremmo sempre ricordare che, quando necessario, è più importante rinviare una verifica programmata per consentire a una classe di partecipare a un incontro sulla legalità piuttosto che rinunciare a quell’occasione educativa. Le nozioni possono essere recuperate; certe esperienze formative, invece, possono rappresentare un’opportunità unica di crescita.
Lo scrittore siciliano Gesualdo Bufalino affermò che “La mafia sarà sconfitta da un esercito di maestre elementari”. Una frase tanto semplice quanto straordinariamente attuale. Noi ci permettiamo di estendere quel concetto a tutto il personale della scuola: dirigenti, insegnanti, educatori e personale ATA. Sono loro, insieme alle famiglie, alle associazioni e alle istituzioni sane del Paese, a costituire quel fronte culturale indispensabile per contrastare la mentalità mafiosa.
La lotta alle mafie richiede infatti l’unione di tutte le energie positive della società. Nessuno può vincere da solo. Solo attraverso la collaborazione tra scuola, istituzioni, associazioni, sindacati, forze di Polizia, Magistratura e cittadini, sarà possibile costruire una comunità sempre più consapevole e resistente alle infiltrazioni della criminalità organizzata.
Con questo spirito rinnoviamo il nostro grazie all’Ufficio Scolastico Regionale per la Liguria, al Sindacato GILDA-Unams Liguria, alle scuole, ai docenti, agli studenti e a tutti coloro che, ogni giorno, scelgono di stare dalla parte della legalità. Auspichiamo che questa collaborazione possa proseguire e rafforzarsi negli anni futuri, perché il miglior modo per onorare il sacrificio di Giovanni Falcone, Paolo Borsellino e di tutte le vittime innocenti delle mafie è continuare a seminare conoscenza, memoria e responsabilità nelle nuove generazioni.
È nella scuola che nasce il cambiamento. Ed è dalla scuola che può partire la più grande e duratura risposta alla mafia.
Un famoso aforisma di Paolo Borsellino cita: “Un giorno, questa terra sarà bellissima!”
Io ci credo! Tutti dovremmo crederci!


Giuseppe Carbone
A. R. Liguria