L'unione fa la forza!

Il Movimento delle Agende Rosse è costituito da cittadini che agiscono affinché sia fatta piena luce sulla strage di Via D’Amelio a Palermo del 19 luglio 1992.
Le iniziative organizzate dagli aderenti al Movimento hanno lo scopo di sostenere la parte migliore delle Istituzioni nella ricerca della piena verità su moventi e mandanti della strage di via D’Amelio e delle stragi connesse. Scopo della Associazione è anche quello di portare il messaggio della legalità tra i giovani, nelle scuole e con eventi dedicati. L’attività viene svolta da volontari che credono in una Italia migliore. L’Associazione è stata fondata da Salvatore Borsellino e ha sedi in tutta Italia.

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Le Agende Rosse, gruppo "Falcone Borsellino" Ligure, presentano: Intervista esclusiva a Giuseppe Antoci

 

Intervista esclusiva!


 Giuseppe Carbone, Presidente coordinatore del Movimento delle Agende Rosse, gruppo "Falcone Borsellino" di Genova, Liguria, ha intervistato il Dott. Giuseppe Antoci, presidente onorario della "Fondazione Caponnetto" ed ex presidente del "Parco naturale dei Nebrodi".
L'intervista, se pur non molto breve, presenta il professionista Antoci, pluripremiato sia a livello nazionale che internazionale, chiarisce gli aspetti del suo lavoro ed i tentativi di delegittimazione, (Mascariamento), che non ha mai smesso di subire....
 



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Partita chiusa.

Attentato Antoci, archiviata inchiesta bis: "Dalla Commissione antimafia elucubrazioni mentali non corroborate da alcun dato probatorio "

 

Del "caso Antoci" ci siamo occupati anche noi di Agende Rosse, seguendo da vicino le indagini, raccogliendo informazioni anche con inviati sul posto. (https://www.agenderossegenova.it/eventi-e-video/#&gid=1&pid=1)

I vari tentativi di "mascariamento"  messi in atto per delegittimare Giuseppe Antoci, si sono rivelati un boomerang nei confronti di chi ha ordito, organizzato, incoraggiato o semplicemente appoggiato atti lesivi alla moralità di una brava persona.

Siamo arrivati così alla conclusine con l'archiviazione l'inchiesta bis sull'attentato fallito all'ex presidente del Parco dei Nebrodi e presidente onorario della "Fondazione Caponnetto", Giuseppe Antoci. 

La procura di Messina aveva avviato l'inchiesta a seguito dell'acquisizione della relazione della Commissione regionale antimafia Siciliana  la quale aveva tratto delle conclusioni davvero fantascientifiche sull'attentato mafioso subito da Antoci la notte tra il 17 e il 18 maggio 2016, sollevando alcuni dubbi e ritenendo in conclusione che l'ipotesi del fallito attentato mafioso sia la meno plausibile.



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La sconfitta dello Stato.

di Giuseppe Carbone
Agende Rosse, gruppo "Falcone Borsellino", Genova - Liguria


Lo Stato ha perso?

Nessuno di noi avrebbe mai potuto immaginare che la nostra Nazione si trovasse a combattere una pandemia di tali proporzioni.

Il "coronavirus" o "covid-19" ha completamente stravolto le nostre abitudini, abituandoci, nostro malgrado, a convivere con delle modifiche importanti alla nostra vita, correggendo socialità, affetti, abitudini e anche libertà personali.

Mai però, avremmo potuto immaginare che il mostriciattolo invisibile fosse la chiave che sarebbe servita ad aprire la porta agli ergastolani italiani!

Lo Stato ha perso? Se non cambierà qualcosa in fretta, il punto interrogativo diventerà esclamativo!

Leggendo i titoli di alcune testate nazionali del tipo:


........ leggi ancora


Le nuove mafie e il sistema economico
di Paolo Bellotti


Sul rapporto fra mafie ed economia molto si è già detto, ma non basta. Negli anni abbiamo imparato a comprenderne il condizionamento attraverso l'estorsione, l'obbligo di assunzioni compiacenti, il condizionamento sugli appalti pubblici, l'investimento dei proventi illeciti in quote societarie con le quali, anche attraverso l'usura, riuscendo ad impadronirsi di intere aziende e società. Ma da qualche tempo siamo di fronte ad un nuova e più pericolosa offensiva: le mafie stanno entrando nel sistema produttivo e commerciale non per arraffare quanto più possibile distruggendolo, ma per gestirlo al meglio, generando quindi ricchezza. 


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Il “caso” Giuseppe Antoci

Dall’attentato al “mascariamento”.

Di Giuseppe Carbone

A.R. Liguria

 

Per entrare bene nell’atmosfera di quest’articolo, riuscendo a capire bene cosa stiamo per leggere, è necessaria una piccola prefazione, immergendoci per un attimo nella meravigliosa Sicilia. Terra, quella siciliana, incantevole, ricca di paesaggi mozzafiato, cultura, storia e gente fantastica. Terra che ha dato i natali ad eroi, poeti e scrittori, dando alla Nostra isola il lustro che merita. Unico neo, non trascurabile, questa magnifica terra è infestata dal male dei secoli, la mafia.

Santo Stefano di Camastra, conosciuto per lo più perché citato nella novella di Luigi PirandelloLa Giara”, ha dato i natali anche al nostro coraggioso personaggio, Giuseppe Antoci.

Giuseppe è un onesto uomo politico italiano, che, una volta ricevuto l’incarico di presidente del più grande parco naturale protetto della Sicilia, denominato “Parco dei Nebrodi”, notando delle discrepanze nella gestione del parco, dalla mafia dei pascoli alle truffe dei fondi per attività agricole elargiti dalla Regione Sicilia e quelli europei, ha istituito ed introdotto il rinomato “Protocollo Antoci”, derivante appunto dal suo cognome. Questo protocollo riguardava i criteri necessari per l’assegnazione dei terreni e relativi affitti, facenti parte del parco. Per una collocazione geografica precisiamo che i terreni del parco sono collocati  sull'Appennino siciliano, confinanti con l’Etna ed il mar Tirreno. Antoci, con il suo protocollo pretendeva, giustamente, la presentazione del certificato antimafia anche per gli affittuari di terreni paganti anche piccoli affitti. Da specificare che questo protocollo, data la correttezza delle normative dettate nel testo, è stato adottato in tutta la Regione e sottoscritto da tutti i Prefetti. Successivamente, il "Protocollo Antoci" è stato recepito dal nuovo codice antimafia il 27 settembre 2017, tutt’ora è applicato in tutta Italia.
........ leggi ancora


Il "coronavirus" colpisce anche le nostre attività sociali.
Lunedì mattina  2 marzo 2020, avremmo dovuto essere al Teatro "Carlo Felice" di Genova. Avevano prenotato 2000 studenti con i loro insegnanti ed i loro dirigenti, registrando il tutto esaurito...

Il nostro appuntamento è soltanto rimandato a fine emergenza! 
Forza e coraggio! Gli Italiani siamo temprati, le difficili prove che abbiamo dovuto superare nei secoli hanno forgiato il nostro carattere.
Arrivederci a presto!

Giuseppe Carbone
A.R. Liguria

Dalla redazione di: www.19luglio1992.com

“C’è molta fantasia, c’è molta esuberanza nel momento in cui bisogna provare a mettere a tacere un giornalista. Una volta si pensava soltanto alle pallottole per posta. Adesso c’è un uso disinibito di strumenti di offesa diretta, ma a volte anche il ricorso strumentale ad artifici del diritto (…) con centinaia di querele e di azioni legali di risarcimento, spesso pretestuose esercitate, o semplicemente minacciate e agitate, con l’intenzione di intimidire e di indurre al silenzio. (…)

Abbiamo rivolto delle domande, peraltro non ruvide. Chi vi parla fa il giornalista e se andate a vedere come faccio il giornalista troverete che io le domande le faccio così a chiunque, perché le domande vengono fatte non per proporre risposte ma per ottenere elementi di verità, elementi di chiarezza, elementi di conoscenza. È utile, anzi, che certe audizioni siano il più possibile articolate, non siano soltanto uno sbrodolamento con mezza domanda e un quarto d’ora di risposta”.....

C'era una volta il ponte Morandi,
Tutte le storie cominciano così, che siano belle, tristi, violente, esse si distinguono per il finale.
Con la nostra storia siamo ancora a metà dell'opera, c'era un famoso ponte autostradale che, il 14 agosto del 2018,  a seguito del crollo parziale della struttura portante, ha provocato 43 morti e 566 sfollati. Io c'ero, con mio figlio, posso darne viva testimonianza perché, per una manciata di secondi, le vittime saremmo potute essere 45. Tante altre persone, nelle mie condizioni, si sarebbero potute aggiungere alla triste lista.
Il 15 febbraio 2020, il comitato "autostrade chiare" ed il "Comitato dei parenti delle vittime di ponte Morandi", insieme ad una moltitudine di cittadini, ci siamo ritrovati in Piazza De Ferrari per far sentire la nostra voce...

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Le Agende Rosse, gruppo "Falcone Borsellino" Ligure, presentano: Intervista esclusiva a Giuseppe Antoci

 

Intervista esclusiva!


 Giuseppe Carbone, Presidente coordinatore del Movimento delle Agende Rosse, gruppo "Falcone Borsellino" di Genova, Liguria, ha intervistato il Dott. Giuseppe Antoci, presidente onorario della "Fondazione Caponnetto" ed ex presidente del "Parco naturale dei Nebrodi".
L'intervista, se pur non molto breve, presenta il professionista Antoci, pluripremiato sia a livello nazionale che internazionale, chiarisce gli aspetti del suo lavoro ed i tentativi di delegittimazione, (Mascariamento), che non ha mai smesso di subire....
 



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Il "Mascariamento" 

Di Giuseppe Carbone

Abbiamo già avuto modo d'affrontare il tema che riguarda il termine "Mascariamento", derivante dal verbo facente parte del dialetto siciliano "Mascariare", ovvero delegittimare.

Or dunque, ordire un "mascariamento" nei confronti di una o più persone, fino ad arrivare anche ad un'istituzione, vuol dire combatterla con la delegittimazione, con la menzogna, distruggendola agli occhi dell'opinione pubblica. Un efficace modo affine sopratutto alla mafia siciliana, dove, non potendo colpire con la lupara o con esplosivi, delegittima il "nemico"  che la sta combattendo.  



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La sconfitta dello Stato.

di Giuseppe Carbone
Agende Rosse, gruppo "Falcone Borsellino", Genova - Liguria


Lo Stato ha perso?

Nessuno di noi avrebbe mai potuto immaginare che la nostra Nazione si trovasse a combattere una pandemia di tali proporzioni.

Il "coronavirus" o "covid-19" ha completamente stravolto le nostre abitudini, abituandoci, nostro malgrado, a convivere con delle modifiche importanti alla nostra vita, correggendo socialità, affetti, abitudini e anche libertà personali.

Mai però, avremmo potuto immaginare che il mostriciattolo invisibile fosse la chiave che sarebbe servita ad aprire la porta agli ergastolani italiani!

Lo Stato ha perso? Se non cambierà qualcosa in fretta, il punto interrogativo diventerà esclamativo!

Leggendo i titoli di alcune testate nazionali del tipo:


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Le nuove mafie e il sistema economico
di Paolo Bellotti


Sul rapporto fra mafie ed economia molto si è già detto, ma non basta. Negli anni abbiamo imparato a comprenderne il condizionamento attraverso l'estorsione, l'obbligo di assunzioni compiacenti, il condizionamento sugli appalti pubblici, l'investimento dei proventi illeciti in quote societarie con le quali, anche attraverso l'usura, riuscendo ad impadronirsi di intere aziende e società. Ma da qualche tempo siamo di fronte ad un nuova e più pericolosa offensiva: le mafie stanno entrando nel sistema produttivo e commerciale non per arraffare quanto più possibile distruggendolo, ma per gestirlo al meglio, generando quindi ricchezza. 


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Il “caso” Giuseppe Antoci

Dall’attentato al “mascariamento”.

Di Giuseppe Carbone

A.R. Liguria

 

Per entrare bene nell’atmosfera di quest’articolo, riuscendo a capire bene cosa stiamo per leggere, è necessaria una piccola prefazione, immergendoci per un attimo nella meravigliosa Sicilia. Terra, quella siciliana, incantevole, ricca di paesaggi mozzafiato, cultura, storia e gente fantastica. Terra che ha dato i natali ad eroi, poeti e scrittori, dando alla Nostra isola il lustro che merita. Unico neo, non trascurabile, questa magnifica terra è infestata dal male dei secoli, la mafia.

Santo Stefano di Camastra, conosciuto per lo più perché citato nella novella di Luigi PirandelloLa Giara”, ha dato i natali anche al nostro coraggioso personaggio, Giuseppe Antoci.

Giuseppe è un onesto uomo politico italiano, che, una volta ricevuto l’incarico di presidente del più grande parco naturale protetto della Sicilia, denominato “Parco dei Nebrodi”, notando delle discrepanze nella gestione del parco, dalla mafia dei pascoli alle truffe dei fondi per attività agricole elargiti dalla Regione Sicilia e quelli europei, ha istituito ed introdotto il rinomato “Protocollo Antoci”, derivante appunto dal suo cognome. Questo protocollo riguardava i criteri necessari per l’assegnazione dei terreni e relativi affitti, facenti parte del parco. Per una collocazione geografica precisiamo che i terreni del parco sono collocati  sull'Appennino siciliano, confinanti con l’Etna ed il mar Tirreno. Antoci, con il suo protocollo pretendeva, giustamente, la presentazione del certificato antimafia anche per gli affittuari di terreni paganti anche piccoli affitti. Da specificare che questo protocollo, data la correttezza delle normative dettate nel testo, è stato adottato in tutta la Regione e sottoscritto da tutti i Prefetti. Successivamente, il "Protocollo Antoci" è stato recepito dal nuovo codice antimafia il 27 settembre 2017, tutt’ora è applicato in tutta Italia.
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Il "coronavirus" colpisce anche le nostre attività sociali.
Lunedì mattina  2 marzo 2020, avremmo dovuto essere al Teatro "Carlo Felice" di Genova. Avevano prenotato 2000 studenti con i loro insegnanti ed i loro dirigenti, registrando il tutto esaurito...

Il nostro appuntamento è soltanto rimandato a fine emergenza! 
Forza e coraggio! Gli Italiani siamo temprati, le difficili prove che abbiamo dovuto superare nei secoli hanno forgiato il nostro carattere.
Arrivederci a presto!

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A.R. Liguria

Dalla redazione di: www.19luglio1992.com

“C’è molta fantasia, c’è molta esuberanza nel momento in cui bisogna provare a mettere a tacere un giornalista. Una volta si pensava soltanto alle pallottole per posta. Adesso c’è un uso disinibito di strumenti di offesa diretta, ma a volte anche il ricorso strumentale ad artifici del diritto (…) con centinaia di querele e di azioni legali di risarcimento, spesso pretestuose esercitate, o semplicemente minacciate e agitate, con l’intenzione di intimidire e di indurre al silenzio. (…)

Abbiamo rivolto delle domande, peraltro non ruvide. Chi vi parla fa il giornalista e se andate a vedere come faccio il giornalista troverete che io le domande le faccio così a chiunque, perché le domande vengono fatte non per proporre risposte ma per ottenere elementi di verità, elementi di chiarezza, elementi di conoscenza. È utile, anzi, che certe audizioni siano il più possibile articolate, non siano soltanto uno sbrodolamento con mezza domanda e un quarto d’ora di risposta”.....

C'era una volta il ponte Morandi,
Tutte le storie cominciano così, che siano belle, tristi, violente, esse si distinguono per il finale.
Con la nostra storia siamo ancora a metà dell'opera, c'era un famoso ponte autostradale che, il 14 agosto del 2018,  a seguito del crollo parziale della struttura portante, ha provocato 43 morti e 566 sfollati. Io c'ero, con mio figlio, posso darne viva testimonianza perché, per una manciata di secondi, le vittime saremmo potute essere 45. Tante altre persone, nelle mie condizioni, si sarebbero potute aggiungere alla triste lista.
Il 15 febbraio 2020, il comitato "autostrade chiare" ed il "Comitato dei parenti delle vittime di ponte Morandi", insieme ad una moltitudine di cittadini, ci siamo ritrovati in Piazza De Ferrari per far sentire la nostra voce...

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Di Giuseppe Carbone

A.R. Liguria

 

Ci sono voluti ben 31 (trentuno) anni d’attesa per vedere uno spiraglio di luce sull’omicidio dell’agente di Polizia Nino Agostino e di sua moglie Ida Castelluccio.

Questa mattina abbiamo letto un comunicato stampa, diffuso dalla Direzione Investigativa Antimafia (DIA), che riproponiamo in quest’articolo. Il comunicato riporta l’importante notizia che è stato finalmente chiesto il rinvio a giudizio dei presunti autori dell’omicidio di Nino, di sua moglie Ida e del figlioletto che la signora portava in grembo.

Il Movimento delle Agende Rosse Nazionale, ivi compreso il nostro gruppo, anche in questo momento è vicino con tutto l’affetto possibile a Vincenzo Agostino ed ai suoi familiari. Ricordiamo che la moglie di Vincenzo, che si chiamava Ida come la nuora, è mancata senza vedere almeno individuati i colpevoli della morte dei suoi cari.


 



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Il "Mascariamento" 

Di Giuseppe Carbone

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Or dunque, ordire un "mascariamento" nei confronti di una o più persone, fino ad arrivare anche ad un'istituzione, vuol dire combatterla con la delegittimazione, con la menzogna, distruggendola agli occhi dell'opinione pubblica. Un efficace modo affine sopratutto alla mafia siciliana, dove, non potendo colpire con la lupara o con esplosivi, delegittima il "nemico"  che la sta combattendo.  



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La sconfitta dello Stato.

di Giuseppe Carbone
Agende Rosse, gruppo "Falcone Borsellino", Genova - Liguria


Lo Stato ha perso?

Nessuno di noi avrebbe mai potuto immaginare che la nostra Nazione si trovasse a combattere una pandemia di tali proporzioni.

Il "coronavirus" o "covid-19" ha completamente stravolto le nostre abitudini, abituandoci, nostro malgrado, a convivere con delle modifiche importanti alla nostra vita, correggendo socialità, affetti, abitudini e anche libertà personali.

Mai però, avremmo potuto immaginare che il mostriciattolo invisibile fosse la chiave che sarebbe servita ad aprire la porta agli ergastolani italiani!

Lo Stato ha perso? Se non cambierà qualcosa in fretta, il punto interrogativo diventerà esclamativo!

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Le nuove mafie e il sistema economico
di Paolo Bellotti


Sul rapporto fra mafie ed economia molto si è già detto, ma non basta. Negli anni abbiamo imparato a comprenderne il condizionamento attraverso l'estorsione, l'obbligo di assunzioni compiacenti, il condizionamento sugli appalti pubblici, l'investimento dei proventi illeciti in quote societarie con le quali, anche attraverso l'usura, riuscendo ad impadronirsi di intere aziende e società. Ma da qualche tempo siamo di fronte ad un nuova e più pericolosa offensiva: le mafie stanno entrando nel sistema produttivo e commerciale non per arraffare quanto più possibile distruggendolo, ma per gestirlo al meglio, generando quindi ricchezza. 


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Il “caso” Giuseppe Antoci

Dall’attentato al “mascariamento”.

Di Giuseppe Carbone

A.R. Liguria

 

Per entrare bene nell’atmosfera di quest’articolo, riuscendo a capire bene cosa stiamo per leggere, è necessaria una piccola prefazione, immergendoci per un attimo nella meravigliosa Sicilia. Terra, quella siciliana, incantevole, ricca di paesaggi mozzafiato, cultura, storia e gente fantastica. Terra che ha dato i natali ad eroi, poeti e scrittori, dando alla Nostra isola il lustro che merita. Unico neo, non trascurabile, questa magnifica terra è infestata dal male dei secoli, la mafia.

Santo Stefano di Camastra, conosciuto per lo più perché citato nella novella di Luigi PirandelloLa Giara”, ha dato i natali anche al nostro coraggioso personaggio, Giuseppe Antoci.

Giuseppe è un onesto uomo politico italiano, che, una volta ricevuto l’incarico di presidente del più grande parco naturale protetto della Sicilia, denominato “Parco dei Nebrodi”, notando delle discrepanze nella gestione del parco, dalla mafia dei pascoli alle truffe dei fondi per attività agricole elargiti dalla Regione Sicilia e quelli europei, ha istituito ed introdotto il rinomato “Protocollo Antoci”, derivante appunto dal suo cognome. Questo protocollo riguardava i criteri necessari per l’assegnazione dei terreni e relativi affitti, facenti parte del parco. Per una collocazione geografica precisiamo che i terreni del parco sono collocati  sull'Appennino siciliano, confinanti con l’Etna ed il mar Tirreno. Antoci, con il suo protocollo pretendeva, giustamente, la presentazione del certificato antimafia anche per gli affittuari di terreni paganti anche piccoli affitti. Da specificare che questo protocollo, data la correttezza delle normative dettate nel testo, è stato adottato in tutta la Regione e sottoscritto da tutti i Prefetti. Successivamente, il "Protocollo Antoci" è stato recepito dal nuovo codice antimafia il 27 settembre 2017, tutt’ora è applicato in tutta Italia.
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Il "coronavirus" colpisce anche le nostre attività sociali.
Lunedì mattina  2 marzo 2020, avremmo dovuto essere al Teatro "Carlo Felice" di Genova. Avevano prenotato 2000 studenti con i loro insegnanti ed i loro dirigenti, registrando il tutto esaurito...

Il nostro appuntamento è soltanto rimandato a fine emergenza! 
Forza e coraggio! Gli Italiani siamo temprati, le difficili prove che abbiamo dovuto superare nei secoli hanno forgiato il nostro carattere.
Arrivederci a presto!

Giuseppe Carbone
A.R. Liguria

Dalla redazione di: www.19luglio1992.com

“C’è molta fantasia, c’è molta esuberanza nel momento in cui bisogna provare a mettere a tacere un giornalista. Una volta si pensava soltanto alle pallottole per posta. Adesso c’è un uso disinibito di strumenti di offesa diretta, ma a volte anche il ricorso strumentale ad artifici del diritto (…) con centinaia di querele e di azioni legali di risarcimento, spesso pretestuose esercitate, o semplicemente minacciate e agitate, con l’intenzione di intimidire e di indurre al silenzio. (…)

Abbiamo rivolto delle domande, peraltro non ruvide. Chi vi parla fa il giornalista e se andate a vedere come faccio il giornalista troverete che io le domande le faccio così a chiunque, perché le domande vengono fatte non per proporre risposte ma per ottenere elementi di verità, elementi di chiarezza, elementi di conoscenza. È utile, anzi, che certe audizioni siano il più possibile articolate, non siano soltanto uno sbrodolamento con mezza domanda e un quarto d’ora di risposta”.....

C'era una volta il ponte Morandi,
Tutte le storie cominciano così, che siano belle, tristi, violente, esse si distinguono per il finale.
Con la nostra storia siamo ancora a metà dell'opera, c'era un famoso ponte autostradale che, il 14 agosto del 2018,  a seguito del crollo parziale della struttura portante, ha provocato 43 morti e 566 sfollati. Io c'ero, con mio figlio, posso darne viva testimonianza perché, per una manciata di secondi, le vittime saremmo potute essere 45. Tante altre persone, nelle mie condizioni, si sarebbero potute aggiungere alla triste lista.
Il 15 febbraio 2020, il comitato "autostrade chiare" ed il "Comitato dei parenti delle vittime di ponte Morandi", insieme ad una moltitudine di cittadini, ci siamo ritrovati in Piazza De Ferrari per far sentire la nostra voce...

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Il “caso” Giuseppe Antoci

Dall’attentato al “mascariamento”.

Di Giuseppe Carbone

A.R. Liguria

 

Per entrare bene nell’atmosfera di quest’articolo, riuscendo a capire bene cosa stiamo per leggere, è necessaria una piccola prefazione, immergendoci per un attimo nella meravigliosa Sicilia. Terra, quella siciliana, incantevole, ricca di paesaggi mozzafiato, cultura, storia e gente fantastica. Terra che ha dato i natali ad eroi, poeti e scrittori, dando alla Nostra isola il lustro che merita. Unico neo, non trascurabile, questa magnifica terra è infestata dal male dei secoli, la mafia.

Santo Stefano di Camastra, conosciuto per lo più perché citato nella novella di Luigi PirandelloLa Giara”, ha dato i natali anche al nostro coraggioso personaggio, Giuseppe Antoci.

Giuseppe è un onesto uomo politico italiano, che, una volta ricevuto l’incarico di presidente del più grande parco naturale protetto della Sicilia, denominato “Parco dei Nebrodi”, notando delle discrepanze nella gestione del parco, dalla mafia dei pascoli alle truffe dei fondi per attività agricole elargiti dalla Regione Sicilia e quelli europei, ha istituito ed introdotto il rinomato “Protocollo Antoci”, derivante appunto dal suo cognome. Questo protocollo riguardava i criteri necessari per l’assegnazione dei terreni e relativi affitti, facenti parte del parco. Per una collocazione geografica precisiamo che i terreni del parco sono collocati  sull'Appennino siciliano, confinanti con l’Etna ed il mar Tirreno. Antoci, con il suo protocollo pretendeva, giustamente, la presentazione del certificato antimafia anche per gli affittuari di terreni paganti anche piccoli affitti. Da specificare che questo protocollo, data la correttezza delle normative dettate nel testo, è stato adottato in tutta la Regione e sottoscritto da tutti i Prefetti. Successivamente, il "Protocollo Antoci" è stato recepito dal nuovo codice antimafia il 27 settembre 2017, tutt’ora è applicato in tutta Italia.
........ leggi ancora


Il "coronavirus" colpisce anche le nostre attività sociali.
Lunedì mattina  2 marzo 2020, avremmo dovuto essere al Teatro "Carlo Felice" di Genova. Avevano prenotato 2000 studenti con i loro insegnanti ed i loro dirigenti, registrando il tutto esaurito...

Il nostro appuntamento è soltanto rimandato a fine emergenza! 
Forza e coraggio! Gli Italiani siamo temprati, le difficili prove che abbiamo dovuto superare nei secoli hanno forgiato il nostro carattere.
Arrivederci a presto!

Giuseppe Carbone
A.R. Liguria

Dalla redazione di: www.19luglio1992.com

“C’è molta fantasia, c’è molta esuberanza nel momento in cui bisogna provare a mettere a tacere un giornalista. Una volta si pensava soltanto alle pallottole per posta. Adesso c’è un uso disinibito di strumenti di offesa diretta, ma a volte anche il ricorso strumentale ad artifici del diritto (…) con centinaia di querele e di azioni legali di risarcimento, spesso pretestuose esercitate, o semplicemente minacciate e agitate, con l’intenzione di intimidire e di indurre al silenzio. (…)

Abbiamo rivolto delle domande, peraltro non ruvide. Chi vi parla fa il giornalista e se andate a vedere come faccio il giornalista troverete che io le domande le faccio così a chiunque, perché le domande vengono fatte non per proporre risposte ma per ottenere elementi di verità, elementi di chiarezza, elementi di conoscenza. È utile, anzi, che certe audizioni siano il più possibile articolate, non siano soltanto uno sbrodolamento con mezza domanda e un quarto d’ora di risposta”.....

C'era una volta il ponte Morandi,
Tutte le storie cominciano così, che siano belle, tristi, violente, esse si distinguono per il finale.
Con la nostra storia siamo ancora a metà dell'opera, c'era un famoso ponte autostradale che, il 14 agosto del 2018,  a seguito del crollo parziale della struttura portante, ha provocato 43 morti e 566 sfollati. Io c'ero, con mio figlio, posso darne viva testimonianza perché, per una manciata di secondi, le vittime saremmo potute essere 45. Tante altre persone, nelle mie condizioni, si sarebbero potute aggiungere alla triste lista.
Il 15 febbraio 2020, il comitato "autostrade chiare" ed il "Comitato dei parenti delle vittime di ponte Morandi", insieme ad una moltitudine di cittadini, ci siamo ritrovati in Piazza De Ferrari per far sentire la nostra voce...

Notizie in primo piano

Il "coronavirus" colpisce anche le nostre attività sociali.
Lunedì mattina  2 marzo 2020, avremmo dovuto essere al Teatro "Carlo Felice" di Genova. Avevano prenotato 2000 studenti con i loro insegnanti ed i loro dirigenti, registrando il tutto esaurito...

Il nostro appuntamento è soltanto rimandato a fine emergenza! 
Forza e coraggio! Gli Italiani siamo temprati, le difficili prove che abbiamo dovuto superare nei secoli hanno forgiato il nostro carattere.
Arrivederci a presto!

Giuseppe Carbone
A.R. Liguria

Dalla redazione di: www.19luglio1992.com

“C’è molta fantasia, c’è molta esuberanza nel momento in cui bisogna provare a mettere a tacere un giornalista. Una volta si pensava soltanto alle pallottole per posta. Adesso c’è un uso disinibito di strumenti di offesa diretta, ma a volte anche il ricorso strumentale ad artifici del diritto (…) con centinaia di querele e di azioni legali di risarcimento, spesso pretestuose esercitate, o semplicemente minacciate e agitate, con l’intenzione di intimidire e di indurre al silenzio. (…)

Abbiamo rivolto delle domande, peraltro non ruvide. Chi vi parla fa il giornalista e se andate a vedere come faccio il giornalista troverete che io le domande le faccio così a chiunque, perché le domande vengono fatte non per proporre risposte ma per ottenere elementi di verità, elementi di chiarezza, elementi di conoscenza. È utile, anzi, che certe audizioni siano il più possibile articolate, non siano soltanto uno sbrodolamento con mezza domanda e un quarto d’ora di risposta”.....

C'era una volta il ponte Morandi,
Tutte le storie cominciano così, che siano belle, tristi, violente, esse si distinguono per il finale.
Con la nostra storia siamo ancora a metà dell'opera, c'era un famoso ponte autostradale che, il 14 agosto del 2018,  a seguito del crollo parziale della struttura portante, ha provocato 43 morti e 566 sfollati. Io c'ero, con mio figlio, posso darne viva testimonianza perché, per una manciata di secondi, le vittime saremmo potute essere 45. Tante altre persone, nelle mie condizioni, si sarebbero potute aggiungere alla triste lista.
Il 15 febbraio 2020, il comitato "autostrade chiare" ed il "Comitato dei parenti delle vittime di ponte Morandi", insieme ad una moltitudine di cittadini, ci siamo ritrovati in Piazza De Ferrari per far sentire la nostra voce...

Obiettivi

Le iniziative organizzate dagli aderenti al Movimento hanno lo scopo di sostenere la parte migliore delle Istituzioni nella ricerca della piena verità su moventi e mandanti della strage di via D’Amelio e delle stragi connesse. Di manifestare, anche attivamente, solidarietà a tutti i rappresentanti dello Stato vittime di campagne di delegittimazione oltre che a rischio della stessa vita per aver scelto di intraprendere la difficile via della Verità e della Giustizia oltre che rendere viva la Costituzione nella propria professione.

Eventi

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Eventi

Il Movimento delle Agende Rosse Ligure, gruppo "Falcone Borsellino", in collaborazione con il Comune di Campomorone, hanno calendarizzato per ogni anno, la "Giornata della legalità".

Una grande festa che avremmo dovuto realizzare nello splendido teatro del "Cabannun" a Campomorone, il primo sabato del mese di maggio.

Gli eventi succedutesi a causa della pandemia che ci ha colpito, purtroppo, non ci ha permesso, già da due anni, di poterci abbracciare in questa nostra festa.

Ma il "covid 19" non ci ha impedito di realizzarla in modalità online con una diretta streaming. La pandemia non ha impedito ai nostri splendidi ragazzi di partecipare al nostro concorso dal titolo "Nel nome di Paolo e Giovanni" con dei lavori eccezionali.

Durante il corso della manifestazione, in collegamento con tutte le scuole, Salvatore Borsellino premierà in maniera virtuale, ma con il cuore in mano, i ragazzi vincitori del concorso.

L'evento, eccezionalmente, si svolgerà la mattina di venerdì 7 maggio, alle ore 10.30, per dare modo a tutte scuole che aderiranno, essendo aperte per attività didattiche, di poter partecipare.

Essendo l'evento online, tutti i cittadini che lo vorranno, potranno prendervene parte. Siete tutti invitati!

Ospiti illustri parteciperanno all'iniziativa, dai saluti del Primo cittadino di Campomorone, (Genova), Giancarlo Campora - Sindaco, al fondatore del Movimento delle Agende Rosse, Salvatore Borsellino, al Presidente della commissione regionale antimafia della regione Liguria, Roberto Centi e Luciano Traina , già ispettore di Polizia di Stato, fratello di Claudio, agente di scorta di Paolo Borsellino, che sacrificò la vita in Via D'Amelio il 19 luglio 1992, insieme ai suoi "fratelli" Agostino, Vincenzo, Walter ed Emanuela. Luciano si collegherà con noi in un giorno particolare della sua vita, che vi lascerò scoprire durante il collegamento!

La pandemia non ha fermato il grido di "Resistenza!" urlato da Salvatore Borsellino, resistenza nel chiedere verità e giustizia, resistenza ai tantissimi tentativi di depistaggio della verità, passati e presenti. La pandemia non ha fermato il Movimento delle Agende Rosse, non ha fermato il nostro gruppo ligure omaggiato a Falcone e Borsellino!

Quindi, ringraziando tutti gli illustri ospiti, tutti i D.S., tutti i docenti, Il caro amico Angelo Garavaglia Fragetta, cofondatore del Movimento e tecnico insuperabile, il mio consiglio direttivo, ma soprattutto tutti gli studenti, meravigliosi protagonisti del nostro evento, non mi resta che augurare a tutti buona visione, aspettandovi in collegamento tramite il link che sarà divulgato su tutti i nostri canali, dove potrete fare commenti e domande tramite la chat dei canali.

Giuseppe Carbone

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La nascita del Movimento:

Il Movimento nasce su impulso di Salvatore Borsellino il quale, il 15 luglio 2007, scrive la lettera intitolata “19 luglio 1992: Una strage di Stato” in cui afferma che la ragione principale della morte del fratello Paolo è da ricercarsi nell’accordo di non belligeranza stabilito tra pezzi dello Stato e "cosa nostra" in seguito ad una trattativa fondata sul tritolo delle stragi in Sicilia del 1992 e nel resto del paese del 1993.

L’agenda rossa:

Nei mesi che precedettero la strage, Paolo Borsellino riportò parte dei contenuti dei suoi colloqui investigativi su un’agenda rossa che aveva ricevuto in dono dall’Arma dei Carabinieri. Il Magistrato ripose l’agenda nella sua borsa di cuoio poco prima di recarsi dalla madre in via D’Amelio il 19 luglio 1992. Da quel momento, dell’agenda si sono perse le tracce. Nella borsa trovata intatta dopo l’esplosione sono stati rinvenuti alcuni oggetti personali, ma non l’agenda. Chi se ne è appropriato può oggi utilizzarla come potente strumento di ricatto nei confronti di coloro che, citati nel diario, sono scesi a patti con l’organizzazione criminale. L’agenda rossa è stata scelta come simbolo del Movimento per rappresentare la nostra richiesta di Giustizia affinché sia fatta piena luce sulle zone ancora buie che avvolgono la dinamica della strage di via D’Amelio e sui nomi di quei mandanti ed esecutori, dell’eccidio dei quali, pur essendo stata accertata l’esistenza, non è stato ancora possibile individuarne il volto.

Cenni storici:

Il Movimento delle Agende Rosse è costituito da cittadini che agiscono affinché sia fatta piena luce sulla strage di Via D’Amelio a Palermo del 19 luglio 1992 nella quale furono uccisi il Magistrato Paolo Borsellino e gli agenti di Polizia Emanuela Loi, Agostino Catalano, Claudio Traina, Eddie Walter Cosina e Vincenzo Fabio Li Muli. Verità sulla trattativa mafia-Stato, che si ritiene essere all’origine di questa strage e delle successive stragi di via Dei Georgofili a Firenze e di via Palestro a Milano.