A Paolo, Agostino, Claudio, Eddie Walter, Emanuela, Vincenzo Fabio.

Ci sono incontri che non lasciano scampo. Incontri capaci di afferrare una vita intera, deviarne il corso e trasformarla in un’arma di speranza e resistenza civile. Per me, quell’incontro ha avuto il volto, la determinazione e la voce instancabile di Salvatore Borsellino. Ma la mia forza si alimenta ogni giorno anche del coraggio e dell’esempio di figure come Nicola Gratteri, Antonino Di Matteo e Annamaria Frustaci, fari di una lotta senza sconti a cui devo un profondo ringraziamento.

Questa mia presentazione, che oggi mi vede quale Presidente coordinatore del Movimento delle Agende Rosse Liguria, gruppo “Falcone – Borsellino”, nasce soprattutto dalla necessità di poter rispondere ai tanti che mi chiedono.

Per capire la radice profonda del mio impegno, però, devo viaggiare indietro nel tempo e nello spazio, fino alle pendici dell’aspra montagna, a Sant’Eufemia d’Aspromonte.

È lì, in Calabria, che sono nato in una famiglia di umili origini, educato ai valori del sacrificio, del rispetto e dell’onestà dai miei genitori, Giuseppa Versace e Antonino Carbone, che oggi mi guardano dal Cielo.

A loro va il mio primo pensiero: Questo cammino è il mio modo di onorare i loro insegnamenti e riscattare il buon nome della mia terra natia. In quella terra bellissima e complessa, dove la ’ndrangheta regna sovrana, ho avuto modo di notare presto, con dolorosa chiarezza, la differenza netta tra il bene e il male.

Nel 1982, ancora molto giovane, sono arrivato in Liguria per motivi di lavoro. Da una vita sono docente di materie tecniche di laboratorio nelle scuole medie superiori; una professione spesa tra i giovani, costruendo il futuro un giorno alla volta. Ma la mia anima è sempre rimasta legata a un desiderio profondo di riscatto per la mia terra d’origine. Una Calabria che rivendico appassionatamente con amore, rifiutando lo stigma che la vorrebbe solo terra di malaffare e di cui voglio ricordare la gente meravigliosa e ospitale, le immense bellezze naturali, i poeti e gli scrittori.

Poi, la svolta che ha cambiato la mia vita. L’incontro con Salvatore Borsellino, fratello del magistrato Paolo, ucciso nella strage di Via D’Amelio il 19 luglio 1992 insieme agli agenti della sua scorta: Emanuela, Agostino, Walter, Fabio Vincenzo e Claudio.  Una strage compiuta da mani masso-mafiose e da apparati deviati dello Stato, uniti per eliminare un magistrato che sicuramente si era opposto alla trattativa Stato-mafia, come ampiamente ricostruito nelle sentenze dei processi e nei libri pubblicati dal grandissimo magistrato Antonino Di Matteo. Una strage che ha registrato un solo sopravvissuto: Antonino Vullo.

Salvatore Borsellino, fondatore del Movimento delle Agende Rosse, è diventato la figura centrale della mia esistenza. La sua forza, la sua etica morale, la ferrea volontà nella ricerca della verità, la scelta di non scendere mai a compromessi e il suo chiamare a sé i giovani mi hanno folgorato. È la sua forza che mi ha fatto diventare, nell’anima, un “Cuore Rosso”. Nasce così, insieme ai miei straordinari collaboratori, il Movimento delle Agende Rosse Liguria.

Da quel momento, il nostro impegno si è trasformato in una macchina instancabile di cultura e legalità. Ogni anno parliamo a circa 7000 persone, e il fulcro delle nostre attività si concentra in due grandi eventi istituzionali e calendarizzati:

  • Il progetto al Teatro Carlo Felice con l’evento “Sicurezza e Legalità”: un appuntamento annuale fisso, nato con la collaborazione con il Comune di Genova e lo splendido teatro, nel quale incontriamo oltre 2000 studenti della Città Metropolitana di Genova.

Sul palco portiamo ospiti illustri, testimoni diretti e familiari dei caduti nelle stragi. Negli anni abbiamo avuto l’onore di ospitare Salvatore Borsellino, Nicola Gratteri, Annamaria Frustaci, Antonino Di Matteo, Antonio Vassallo, Angelo Corbo, Luciano Traina, Antonino Vullo, Victoria De Lisi, Giuseppe Antoci, Michele Riccio, Fabio Repici, Stefano Mormile, Ismaele La Vardera, Aaron Pettinari, solo per fare alcuni nomi di una lunghissima lista, tutti meravigliosi.

  • La “Giornata della legalità” di Campomorone: calendarizzata per il mese di maggio di ogni anno, si tiene nel comune dove abbiamo la nostra sede, grazie a una stretta e preziosa collaborazione con l’amministrazione comunale. L’evento registra la presenza di studenti di ogni ordine e grado della regione Liguria e vede la partecipazione degli stessi illustri ospiti.

Oltre ai dibattiti, effettuiamo le premiazioni degli elaborati vincitori del nostro pubblico concorso “Nel nome di Paolo e Giovanni” e la consegna del premio “Cittadino dell’anno che si è distinto in attività di giustizia e legalità”.

In questo contesto, oltre a premiare Salvatore Borsellino (che è anche cittadino onorario di Campomorone), ogni anno premiamo Poliziotti, Carabinieri e Finanzieri segnalati dai vari Comandi Regionali e dalla Questura.

La nostra collaborazione con le forze dell’ordine, che ringrazio sempre di cuore, è costante, coordinata e continuativa.

La rete del nostro Movimento si estende ovunque veniamo invitati, ben oltre i confini liguri: dalla Sardegna, dove ad Alghero abbiamo firmato un protocollo d’intesa con tutte le scuole della meravigliosa città, alla partecipazione attiva al festival “Florinas in giallo”, dove dialogo con scrittori e ospiti per la diffusione della cultura.

Per il mio arrivo in terra Sarda ho il dovere di ringraziare gli amici Paolo Bellotti ed Elia Cossu con la sua famiglia. In questa terra, magnifica e accogliente, ho potuto ampliare amicizie, conoscenza e competenza.

Fino alle mie testimonianze nei libri “Vi abbraccerei tutti” di Luciano Traina e Domenico Rizzo, “Fuori la mafia dallo Stato” a cura di Salvatore Borsellino e Cristina Pacella, alla scrittura di articoli sui nostri siti di riferimento: www.agenderossegenova.it  e www.19luglio1992.com. Abbiamo anche un gruppo ed una pagina Facebook,un nostro canale YouTube ed altri social di riferimento dove pubblichiamo le nostre dirette streaming, foto, lavori del concorso, ecc.

Tutto ciò che faccio, con la forza ricavata da Salvatore Borsellino, trova la sua spinta più profonda negli affetti stabili della mia vita.

Questo cammino è dedicato a mia moglie, ai miei figli e ai miei nipoti, le radici del mio domani.

Ma la mia non è una battaglia privata; lotto per loro così come lotto per i miei studenti, che conoscono la mia storia, per tutti i miei amici e per tutti i giovani che incontro lungo la mia strada. Perché la legalità è un bene collettivo o non lo è.

Paolo Borsellino, riferendosi alla sua Sicilia, affermava: “Un giorno questa terra sarà bellissima”.

Io ci credo fermamente. Ho fatto mia questa citazione e la riferisco alla mia Calabria, alla mia Liguria che amo alla follia, e al mio Paese, l’Italia, sconfiggendo letteralmente i poteri mafiosi.

Forse, nella mia vita, non riuscirò a vedere realizzato interamente questo ambizioso progetto. Ma se anche potranno vederlo i miei figli, i miei nipoti, i miei pronipoti e tutti i giovani ai quali ho cercato di trasmettere questi valori, la mia lotta civile ne sarà valsa la pena.

Nessuno di loro potrà mai asserire che sono rimasto a guardare alla finestra. Mettendoci la faccia, ho combattuto e ho fatto il mio dovere di civile partigiano.

Giuseppe Carbone (Pino)
A. R. Liguria